Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Se continui la navigazione accetti di utilizzarli. Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Cliccando sul bottone "ok" qui a fianco, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
mar 23 gennaio 2018
LINEA DIRETTA | RISTORAZIONE

L’Accademia della Castagna Bianca

Un tempo il castagno era chiamato l’albero del pane per la sua importanza nell’alimentazione contadina. Per questo la confraternita di Mondovì (Cn) ha voluto rendere omaggio, nel nome, all’umile ma generoso frutto
 
Dopo quasi due anni di discussioni sul nome, è nata ufficialmente, il 26 novembre del 1999, l’Accademia della Castagna Bianca di Mondovì (Cn).
A dire il vero di denominazioni questo sodalizio ne ha addirittura due. L’altra, più colta, è Studium Monregalensis Castaneae, in memoria dell’antica università di Mondovì.
Tra tante specialità e prodotti tipici di cui questa zona è ricchissima, dalle copete, croccanti di nocciole e miele, al furmentin, grano saraceno, al mais ottofile, al merun (capra sotto sale), alle trote di torrente, ai vini prestigiosi, come il dolcetto, i fondatori dell’Accademia hanno infine scelto, per il loro logo, il prodotto forse più umile, la castagna secca, che aveva però sfamato intere generazioni di contadini, prima dell’arrivo del mais e della patata dall’America. Tanto che, in passato, il castagno era chiamato “l’albero del pane” e si parla anche di una vera e propria “civiltà del castagno”.
La confraternita, però, non limita il proprio raggio d’azione alla castagna ma, come recita il suo statuto, si occupa delle tradizioni di cultura conviviale dell’intero Monregalese, una vasta area del Cuneese che, dopo antichi fasti, nel dopoguerra ha subito un periodo di declino e di calo demografico.
Costituita da una quarantina di soci coordinati da un consiglio formato da rettore, cancelliere, cerimoniere e cantiniere, in carica per quattro anni, l’Accademia ogni anno, in autunno, celebra un capitolo solenne, con la partecipazione di sodalizi provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche dalla Francia, e sono numerose nel corso dell’anno le serate organizzate per far conoscere e gustare i piatti preparati da confratelli volenterosi.

I QUADERNI
DELLA NONNA

La confraternita pubblica anche una collana di ricette “I quaderni della nonna” formata da una serie di libretti monografici dedicati ciascuno a una specialità della zona, dai funghi ai formaggi, dalle erbe alle castagne... Quello appena uscito, il quaderno n.12, è sui pesci d’acqua dolce, ma parla anche di acciughe e di merluzzo, entrati da anni nella tradizione locale.
Nella veste grafica i libri, che vengono stampati in 4.000 copie e distribuiti dalla confraternita, riecheggiano gli antichi quaderni dalla copertina nera, su cui
tante massaie annotavano i piatti di famiglia.
E per coinvolgere anche le nuove generazioni in questo recupero delle tradizioni culinarie, le ricette vengono raccolte dagli scolari delle scuole elementari locali.
I giovani ricercatori sono così sollecitati a chiedere alle nonne di scavare nei ricordi e di svelare i loro segreti culinari, finora gelosamente custoditi.




Responsabile: Maria Teresa Frisa - EuropaNews Linea Diretta
Tutti i diritti riservati.
È vietato prelevare e riprodurre immagini e testi.
È permesso riprendere brevi citazioni, a condizione che sia indicata la fonte.


Linea diretta

Altri articoli