Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Se continui la navigazione accetti di utilizzarli. Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Cliccando sul bottone "ok" qui a fianco, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
lun 05 dicembre 2016
LINEA DIRETTA | RISTORAZIONE

La Prioria del Rosso Conero

Costituita nel 1974, con la sua attività e l’entusiasmo dei suoi associati ha diffuso in tutta Italia la conoscenza di questo pregiato vino marchigiano
 
Il promontorio del Conero, unico tratto di roccia da Trieste al Gargano, spezza la lineare e sabbiosa costa adriatica in due tratti con orientamento diverso, meritando per questo motivo l’appellativo di “gomito d’Italia”, condiviso anche dalla città di Ancona, che sorge su di esso.
Nei sette comuni che lo attorniano, allignano uve di Montepulciano che, con eventuali apporti di Sangiovese, danno origine al Rosso Conero Doc e Docg riserva. Vino rosso rubino carico, asciutto e vellutato, di attraente saporosità vinosa, oggi tutelato dalla Prioria del Rosso Conero. Ma conosciuto fin dall’antichità. 
La storica Margherita Volpi, nel volume I cavalieri del buon gusto, ricorda che sulle pendici del monte viveva un Prioria retta da fratres, specie di monaci laici che potevano essere considerati dei “religiosi irregolari”. Vivevano in lieta povertà, dedicandosi più alle opere dei campi che alla preghiera. E infatti riuscivano a coltivare splendidi vigneti, la cui uva dava un vino rosso di colore rubino intenso.

CARATTERE FORTE
E INTENSO

Questo vino dal carattere forte e intenso varia i suoi abbinamenti a seconda dell’età in cui viene bevuto. Se giovane, si sposa amabilmente a elaborati piatti a base di carni bianche, pollo arrosto, formaggi dalla stagionatura media.
Se invecchiato, accompagna meglio piatti ancora più strutturati, quali brasati, stufati, cacciagione, carni rosse alla brace oppure primi a base di sughi di carne.
Potendo invecchiare anche per dieci anni, è possibile scegliere l’annata che più si predilige in base alle caratteristiche del vino (profumo di amarena, fico secco, note speziate di pepe nero ed erbe aromatiche o sfumature minerali e salmastre..). Una varietà di sentori dovuta proprio alle caratteristiche dell’uva Montepulciano, presente per l’85-100% nel Rosso Conero. Si tratta infatti di un’uva a maturazione tardiva che si vendemmia dalla fine di settembre nelle annate calde fino alla fine di ottobre in quelle fredde, sia nelle zone più vicine al mare sia nell’entroterra. Può avere quindi accenti molto diversi, a seconda del periodo di maturazione e delle caratteristiche del suolo e del clima.
Non eccessivamente alcolico, il Rosso Conero presenta una gradazione che si aggira intorno agli 11 o 11,5 gradi. Da servire a una temperatura di 18 gradi, in calici di media grandezza.
A partire dall’annata 2004, la versione Riserva del Rosso Conero Doc ha cambiato denominazione e disciplinare sottomettendosi alla più rigida legislazione che regola le Docg (Denominazioni di origine controllata e garantita) in cui vengono stabilite rese massime per ettaro, tempi di affinamento e uvaggi oltre a standard dalla qualità più elevata.
Nella stessa area Doc vengono prodotti due vini differenti: una versione più semplice ed economicamente abbordabile, e una più elaborata, complessa e qualitativamente superiore, che ha il compito di esprimerne al massimo le potenzialità e la tipicità di quell’area delimitata.

GLI OBIETTIVI
DELLA PRIORIA

La Prioria del Rosso Conero viene costituita ad Ancona per iniziativa di Vittorio Piergiovanni, docente dell’Università di Agraria di Ancona e con la collaborazione di Ilario Berardi, ristoratore e sommelier, Loris Mancinelli, dottore commercialista, Gianfranco Petrelli e Vittorio Rocchetti, albergatori, e Giuseppe Rocca, preside dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia.
Tutti grandi appassionati di vini e cultura locale che, con la costituzione delle Prioria, si propongono di propagandare, valorizzare e diffondere in tutta Italia la conoscenza del Rosso Conero e del suo territorio, nelle manifestazioni enogastronomiche, folcloristiche, sociali o di rappresentanza, per mezzo di una promozione attiva e con la partecipazione diretta dei propri associati.
Nel 1974, anno della costituzione della Prioria, c’erano solo cinque o sei produttori che vinificavano uve Montepulciano, con una percentuale mai superiore al 10-15% di Sangiovese che ne arrotondava la robustezza, e tutti denominarono il loro prodotto Rosso Conero.

A FIANCO
DEI PRODUTTORI

I fondatori del sodalizio si affiancarono quindi a questi primi produttori e agirono secondo i dettati statutari, promuovendo addirittura anche un tracciato stradale nelle zone di produzione, ottenendo la partecipazione degli Enti Comunali, Provinciali e Regionali e della Camera di Commercio di Ancona.
Oggi i produttori sono più di venti. Molti vinificano il Montepulciano in purezza e diversi di loro sono da anni operativi nei diversi mercati del mondo e riscuotono riconoscimenti prestigiosi, con segnalazioni su guide e pubblicazioni nazionali e internazionali.
Il sodalizio conta 280 iscritti, tra cui ben 18 produttori di Rosso Conero. Per la maggior parte sono liberi professionisti, medici, commercianti, operatori del turismo, docenti.

TANTI BRODETTI...
MA I VINCISGRASSI SONO UNICI

La posizione di spartiacque del Conero si conferma anche in ambito gastronomico. Basti pensare al celebre brodetto di pesce, piatto tipico della regione, che cambia sensibilmente se lo si gusta nella fascia costiera che sale dal Monte fino a Pesaro oppure nei paesi della costa che scende fino all’Abruzzo.
Nato come pietanza povera dei pescatori, si differenzia infatti da una zona all’altra sia per le varietà di pesce utilizzato, sia per la presenza o meno di ingredienti quali pomodoro, prezzemolo, peperoncino, peperone, aceto, vino bianco o rosso...
A fronte di tanta diversità, c’è invece un piatto, caratteristico di Ancona, che mette d’accordo tutti: i vincisgrassi, capostipiti delle lasagne al forno della Penisola.

La ricetta
Ingredienti per 6 persone:
600 g di lasagne all’uovo, 1 litro di besciamella, 300 g di polpa di vitello macinata, 150 g di rigaglie di pollo tritate, 150 g di fegatini di pollo a pezzetti, 150 g di prosciutto tagliato a dadini, 100 g di animelle di agnello lessate e tritate, 30 g di funghi porcini secchi (ammollati e poi tritati), 2 carote, 2 cipolle, 2 spicchi di aglio, 1 costa di sedano, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 bicchiere di latte, 1 mestolino di brodo, 1 mestolino di passata di pomodoro, 30 gr di burro, mezzo dl di olio d’oliva, sale, pepe, parmigiano reggiano grattugiat
o

Tagliare la pasta in rettangoli di 15x10 cm, lessatela e, a metà cottura, scolatela. Passare i rettangoli sotto l’acqua fredda e stenderli su un tovagliolo per farli asciugare.
In un tegame di terracotta rosolare nel burro e nell’olio sedano, carote, cipolle e aglio tutto tritato, unire poi il prosciutto, la carne macinata, i funghi e le rigaglie di pollo. Sfumare con il vino bianco e lasciarlo evaporare continuando la cottura a fuoco lento, aggiungendo la passata di pomodoro, il latte, e il brodo.
Dopo circa due ore, aggiungere le animelle, regolando di sale e pepe, proseguendo per altri 20 minuti la cottura del ragù che deve “pipare” (splendida onomatopea) sul fuoco dolcissimo con l’aggiunta finale dei fegatini.
Disporre un primo velo di rettangoli di pasta sul fondo di una teglia da forno ben imburrata e ricoprirli con il ragù, un velo di besciamella e una spolverata di grana grattugiato. Proseguire con altri strati fino a raggiungere l’orlo della teglia, terminando con un ricco strato di ragù, abbondante parmigiano grattugiato e alcuni riccioli di burro.
Passare in forno a 180° per tre quarto d’ora e lasciar riposare per un altro quarto d’ora prima di servirli abbinati al Rosso Conero.

LA FICE
La Fice, Federazione Italiana Circoli Enogastronomici, è la più importante associazione del settore, riunendo oltre 150 tra confraternite, sodalizi e circoli gastronomici indipendenti, accomunati dagli scopi di tutela e diffusione delle specialità del Bel Paese.
Fondata a Savona nel 1974, dal 2004 ha sede a Verona, presso l’Ente Autonomo Veronafiere.



Responsabile: Maria Teresa Frisa - EuropaNews Linea Diretta
Tutti i diritti riservati.
È vietato prelevare e riprodurre immagini e testi.

È permesso riprendere brevi citazioni, a condizione che sia indicata la fonte.


Linea diretta

Altri articoli