Dietro ogni pizza e ogni piatto d'eccellenza c'è una filiera che nel 2025 ha mosso 5,2 miliardi di euro l'anno. Gli ultimi dati Anicav (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) confermano la leadership globale dell'Italia: siamo i primi al mondo per produzione di derivati destinati al consumatore e il secondo Paese (dopo la Spagna) per la trasformazione del pomodoro. Un successo trainato anche dall’export, che ha sfiorato i 2,8 miliardi di euro.
Ma cosa significano questi numeri per chi lavora in cucina e in pizzeria?
- Il fuori casa è il vero motore. Ristoranti e pizzerie sono i veri protagonisti del mercato interno, assorbendo ben il 67% del volume totale dei derivati consumati in Italia, pari a circa 2,1 milioni di tonnellate.
- Le preferenze del pubblico. Nel mercato retail vince la passata (63,4% dei consumi), seguita dalla polpa (20,4%) e dai tradizionali pelati (10,9%). Più distanti i pomodorini (3,8%) e il concentrato (1,7%).
Per gli chef e i pizzaioli, la qualità e la tenuta della materia prima non sono solo dettagli, ma scelte strategiche per difendere l'identità del piatto e la redditività del locale. In un mercato competitivo, la stabilità del pomodoro in cottura e la sua resa nel piatto fanno la differenza nel lavoro di ogni giorno.
Per rispondere a queste esigenze di consistenza, sapore e affidabilità professionale, la Linea Sù – in vendita in esclusiva nei C+C – propone la passata di pomodoro nella confezione da 2,5 kg dedicata alla ristorazione, garantendo una materia prima selezionata capace di valorizzare ogni singola preparazione.
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