Personale in sala e cucina: l’AI accorcia le distanze

Le selezioni automatizzate e la trasparenza nei feedback aiutano i ristoratori a incrociare le esigenze di chi cerca lavoro con le proprie, filtrare i candidati e trovare i collaboratori giusti

Trovare personale per i ristoranti resta una sfida complessa. Secondo i dati Unioncamere, oltre la metà dei profili richiesti risulta difficile da reperire. Il problema, tuttavia, non è sempre la sola mancanza di candidati, ma la difficoltà di incrocio tra chi cerca e chi offre lavoro.

Per ottimizzare i tempi e gestire grandi moli di curriculum, oggi esistono agenzie per il lavoro e piattaforme di recruiting specializzate nel settore horeca che integrano l'AI nei propri processi di selezione. Un’analisi condotta su oltre 187 mila candidature gestite con questi sistemi automatizzati rivela dinamiche molto utili per i gestori.

Dove si crea l'interruzione? La prima dispersione avviene all’inizio: quasi una candidatura su quattro (23,4%) si blocca perché il lavoratore non risponde nemmeno al primo messaggio automatico di pre-selezione.

Quando invece il processo prosegue, le ragioni principali per cui i profili non arrivano sul tavolo del ristoratore riguardano:

  • Esperienza non in linea con la figura ricercata (69% dei casi);
  • Distanza geografica eccessiva dal locale (40%);
  • Incompatibilità con i turni o scarsa motivazione.

L'affidarsi a realtà che utilizzano l’automazione non serve a sostituire il fattore umano, ma a filtrare i volumi di candidature per presentare al gestore solo i profili realmente compatibili. Ridurre i tempi d’attesa e garantire risposte chiare sono le vere chiavi per non disperdere risorse e trovare i collaboratori giusti.

 

 

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