Sfida al no-show: l’hi-tech aiuta a combatterlo

Per abbattere le prenotazioni fantasma, un notevole danno per i gestori, si fa strada la necessità di un impegno collettivo verso regole più definite e l'uso di promemoria automatizzati

Il fenomeno delle prenotazioni non onorate, il cosiddetto no-show, rappresenta oggi un tema centrale per la ristorazione. Secondo le analisi del Centro Studi Fipe, la questione interessa oltre il 90% degli operatori, con tre imprenditori su quattro che la considerano un fattore che incide in modo significativo sull’attività. Non si tratta solo di un tavolo non occupato, ma di una variabile che influisce sulla pianificazione operativa e sulla gestione del personale.

Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio, sottolinea come l’adozione di nuove strategie di contrasto sia un passaggio chiave per incrementare l’efficienza delle imprese. Tradizionalmente, molti locali ricorrono al recall telefonico a ridosso della data fissata; tuttavia, come evidenzia il direttore del Centro Studi Luciano Sbraga, questa pratica richiede un investimento di tempo da parte dello staff senza garantire la soluzione definitiva del problema. L’innovazione tecnologica emerge allora come una risorsa strategica: l'automazione dei promemoria permette di monitorare i flussi in modo puntuale e semplifica i processi logistici.

Il dibattito resta invece aperto sull'introduzione della carta di credito a garanzia, una misura che alcuni gestori valutano con cautela per timore di disincentivare la propria clientela. La prospettiva indicata dagli esperti del settore suggerisce però una strada condivisa: sarebbe auspicabile adottare in modo collettivo e sistematico uno standard di prenotazione definito, anche per educare il consumatore a una buona prassi, tutelando a un tempo gli interessi dei gestori.

 

 

Testi: C+C Cash & Carry. Tutti i diritti riservati. È vietato prelevare e riprodurre immagini e testi.
È permesso riprendere brevi citazioni, a condizione che sia indicata la fonte.